lunedì 27 giugno 2016

L'amore non era previsto

Marino (Roma), 31 maggio 2016 
Tempo: nuvoloso
Temperatura: 22°
Lettura di bordo: L’amore non era previsto 
Autore: Ilaria Carioti 
Traduzione: / 
Casa Editrice: SelfPublish
Giudizio: coinvolgente 

Mamma mia quanto tempo!! 
Diario mio caro, mi sono dimenticata completamente di te. Perdono! Perdono! Perdono! Ma sai… i tempi cambiano, si cresce, la vita ti trasforma, gli eventi ti travolgono e… ti ritrovi a cinquant’anni senza manco accorgertene. Mi perdoni? Nooooo!!?? Va beh, non importa. Tanto ho deciso che ti coinvolgerò lo stesso in questa mia nuova avventura. 
Quale avventura? Quella di parlarti di ciò che leggo: quello che provo, quello che mi lasciano i personaggi, le loro storie, le loro e le mie emozioni. So che una volta ti piaceva leggermi dentro per cui, che ne dici? Ti va di riprovare a viaggiare insieme? Sì? Moooolto bene! 
Allora partiamo.
E lo faccio con il dirti che ho appena terminato un libro molto carino e coinvolgente. Nonostante sia leggero e scritto in maniera semplice, quasi adolescenziale, è un libro piacevolissimo. Non mi credi? Aspetta che ti racconto… 
Allora. Ci sono due attori: Natalie, affermata e famosa, e Lapo, di talento ma praticamente sconosciuto. Oddio! Devo confessarti che con questo nome mi ha creato non pochi problemi, perché l’unico Lapo che io conosco, in senso lato ovviamente, è Lapo Elkann e, detto in tutta sincerità, quello di bello ha solo il portafoglio!! Il condizionamento della mente non mi ha aiutato nell’immediato a creare un Lapo del tutto diverso, bello e selvaggio come descritto dall’autrice. Per fortuna poi mi sono ripresa… Ma bando alle ciance, dicevo… ci sono questi due attori che si incontrano e si trovano, loro malgrado, a vivere una situazione di bugie e sotterfugi che dominano buona parte della trama del libro. Cosa si è disposti a fare per arrivare alla fama e al successo? Tutto e più di tutto. Ma le bugie sicuramente non aiutano, specie se l’indole non si presta facilmente a certi comportamenti. Lapo ha comunque tutta la mia comprensione, perché la società di oggi è portata a dare credito alle persone solo se diverse, trasgressive, alternative. La normalità non viene più valorizzata per quello che è, così come la serietà, la professionalità e le capacità di ognuno. Tutto questo mio parlare è solo per sottolineare il fatto che Lapo riesca ad emergere solo nel momento in cui si dichiara omosessuale pur non essendolo minimamente. Da quel momento viene catapultato sì nel mondo che voleva, incontrerà la donna che lo cambierà ma le bugie hanno comunque un prezzo, e Lapo lo pagherà. Il libro è molto carino e si legge con piacere. Ben scritto, semplice, scorrevole, cattura la curiosità del lettore, che si lascia travolgere dalla frenesia di sapere come, il giovane attore, possa uscire dal vortice di bugie e nuovi sentimenti in cui si viene a trovare. Di contro, Natalie è una donna che ha sofferto per i tradimenti subiti da parte degli uomini e la sua reazione nello scoprire la verità, è più che giustificata. È comunque una persona buona e semplice, per cui poi riesce a trovare una soluzione. Ho trovato molto carina l’idea che la fiction alla quale i due attori lavorano, ricalchi, seppur velatamente, la situazione che vivono nella vita reale. I manager della coppia inizialmente sono odiosi. Due persone che vogliono raggiungere il successo ad ogni costo, schiacciando i sentimenti dei loro pupilli. Anche loro riusciranno a riscattarsi, soprattutto Lucy, che si rivelerà fondamentale per il raggiungimento del tanto desiderato "lieto fine". Il finale è un po’ scontato, se mi permetti, Diario. Perché? Beh, perché è giusto così. Cioè, dopo che le cose sono tornate al loro posto è significativo vedere che essere se stessi, senza paura di provare sentimenti ma, anzi, con il coraggio di viverli fino in fondo, si ottiene molto di più che con la menzogna. C’è solo una nota stonata nell’insieme. A mio parere strettamente personale, l’io maschile è trattato con un po’ troppa superficialità, e questa è una cosa tipica di una scrittrice donna. L’uomo ha pensieri diversi da quelli femminili, un po’ più materiali, carnali, se vogliamo. Non che non abbiano sentimenti, intendimi bene, ma certamente non girano intorno a fiori e cuori come quelli di una donna. E Lapo, secondo me, è troppo morbido per essere stato un donnaiolo fino a pochissimo tempo prima. Sono pochissime le autrici di cui ho letto gli scritti capaci di farmi pensare come un uomo, e per me, che adoro leggere dal punto di vista di un maschio, è fondamentale il saperlo fare. Lo stesso dicasi di autori maschi che parlano di un io al femminile. Anzi, per loro credo sia ancora più difficile, considerato quanto sia più complicata la mente di una donna. Ma a conti fatti, caro Diario, è comunque una lettura piacevole, coinvolgente, senza troppe pretese ma che si lascia godere tutta. Allora? Che ne dici? Diario? Diario? Diario, ma… che fine hai fatto? Ops… mi sa che è corso a leggere il libro anche lui. 
Beh… a prestissimo.
Baciotti Paola

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